Il murales di Ravo che celebra l’arte di prendersi cura

By admin
In Articoli Home
Apr 23rd, 2021
0 Comments
128 Views

Il meraviglioso murales di Andrea Ravo Mattoni è completo e a disposizione di quanti vogliano riempire i propri occhi di bellezza. Noi ci affidiamo alle parole del nostro Presidente Gianni Spartà per ringraziare questo straordinario artista che è anche un ragazzo di grande sensibilità e intelligenza.
“Eh sì, caro Andrea Ravo Mattoni, classe 1981, figlio e nipote di pittori, ragazzo di provincia, gaviratese per la precisione, cittadino del mondo: hai spruzzato di vernice acrilica le pareti del Louvre, ti hanno accolto da re grandi francesi con la puzza al naso verso gli italiani, parlano di te i giornali americani. Ma anche la tua terra ti sta dando gloria. Perché far valere il proprio talento durante una pandemia, tutti in casa in zona rossa, scuole e negozi chiusi e tu arrampicato su un trabattello per avvolgere in atmosfere caravaggesche l’irrilevante torre di raffreddamento in un ospedale, questo mix, insomma, è roba da libri di storia. Per ora sei nella cronaca come uno strano ribelle, un tipo alla Che Guevara, nella vita e nell’arte. Se questa peste moderna ci ha insegnato qualcosa portandosi via una generazione e togliendoci il respiro; se ci ha toccato l’anima, oltre ad aver devastato corpi; se la corsa al vaccino l’hanno vinta, per ora, solo gli scienziati, tu, forse a tua insaputa, hai afferrato una piramide e l’hai capovolta. Gli ospedali non sono solo terapie intensive, sale operatorie, regni della clinica, sono soprattutto luoghi di civiltà. Ora o mai più l’esistere esige condivisone, compassione, bontà gratuita, attenzione alla bellezza, umanità.
A proposito di umanità: la sera di quel Dantedì ti ho visto piangere come Irene davanti al San Sebastiano martire.
Ps – Ti ricordo sotto i pilastri di una tangenziale in viale Belforte a inventarti una sorta di opera prima, nel 2019 tutti ti hanno visto ad Amboise sulla tomba di Leonardo con Macron e Mattarella.”

Parte la raccolta fondi “per curare il corpo e lo spirito”

By admin
In Articoli Home
Mar 29th, 2021
0 Comments
387 Views
Il murales che rappresenta “San Sebastiano curato da Irene” di Georges de La Tour realizzato da Andrea Ravo Mattoni all’Ospedale di Circolo di Varese ha riscosso un grandissimo successo anche fuori dai confini della Provincia.
La nostra Fondazione è orgogliosa di questo omaggio artistico al personale sanitario e all’umanità insita nell’atto del prendersi cura. Il messaggio in questi giorni è stato raccolto da tutta la comunità con un entusiasmo ben al di sopra delle aspettative. Il Progetto CurArti ora continua e noi, forti delle tante dimostrazioni di affetto che abbiamo ricevuto, siamo sempre più convinti della necessità di riscoprire nuova bellezza da offrire allo sguardo di quanti ogni giorno trascorrono il proprio tempo in questo luogo di cura. 
Prende così il via una nuova raccolta fondi per “curare il corpo e lo spirito”. Con il contributo delle donazioni la nostra Fondazione potrà riportare alla luce tanta altra bellezza: opere dimenticate e nascoste che meritano di illuminare gli anonimi spazi dell’Ospedale e riempire di gioia e bellezza gli occhi dei pazienti e dei visitatori.
Perché, come testimonia il nostro Presidente Gianni Spartà, “Gli ospedali non sono solo terapie intensive, sale operatorie, regni della clinica, sono soprattutto luoghi di civiltà. Ora o mai più l’esistere esige condivisione, compassione, bontà gratuita, attenzione alla bellezza, umanità”.
Potrete sostenere il Progetto Curarti con una donazione sul sito www.circolodellabonta.it, con un bonifico all’Iban IT11F0538710804000042439889 o devolvendo il vostro 5×1000 firmando nello spazio dedicato alle “Associazioni non lucrative di utilità sociale” con il codice fiscale 95074300120

Prende il via il Progetto CurArti

By admin
In Articoli Home
Mar 22nd, 2021
0 Comments
468 Views

Oggi, 22 marzo 2021, prende finalmente il via il progetto CurArti sviluppato dalla nostra Fondazione  in stretta collaborazione con ASST Sette Laghi.

Un percorso iniziato nel 2019, fermato dal Covid ma che del Covid ha deciso di farsi beffe. Questa mattina a partire dalle 8.30, la bomboletta spray dell’artista Andrea RAVO Mattoni ha iniziato  a trasformare la parete grigia della torre di raffreddamento antistante l’ingresso dell’Ospedale di Circolo di via Guicciardini nella straordinaria combinazione di linee e colori, luci e ombre del San Sebastiano curato da Irene di George De La Tour. Un’opera secentesca di uno dei più noti e raffinati pittori caravaggeschi che esprime, in una scena, tutta la delicatezza, l’attenzione, la precisione, l’umanità insita nell’atto del prendersi cura.

Un omaggio a chi, tutti i giorni, quel gesto lo compie nell’esercizio della sua professione, con la stessa amorevole dedizione che si legge nel volto luminoso di Irene. Amorevole dedizione che poi è il vero centro dell’opera, il soggetto della rappresentazione: non San Sebastiano, non Irene, ma l’atto di cura, una delle massime espressioni del concetto stesso di civiltà.

Ma la portata del progetto Curarti non si esaurisce in questo omaggio artistico al personale dell’ASST dei Sette Laghi, che negli ultimi mesi ha dato una delle prove più grandi del proprio livello di professionalità e dedizione. L’opera di RAVO, infatti, che segna l’avvio di un percorso, si carica di un significato ulteriore proprio per il contesto in cui si colloca. Portare l’arte all’interno dell’Ospedale è innanzitutto un modo per mettere in evidenza lo stretto rapporto che intercorre tra la cultura e la sanità, dove la seconda è un’espressione, una delle più alte, della prima. Ed è ancora più evidente questo messaggio se si considera che l’artista, RAVO appunto, si è contraddistinto proprio per la missione che lo guida: portare la grande Arte fuori dai Musei, a contatto con la gente e la  vita quotidiana, in un processo di divulgazione che ricorda, con un paragone un po’ azzardato ma ispirato dalla ricorrenza in corso, lo sforzo dantesco nel tradurre la poesia aulica in un linguaggio definito – non per niente – volgare.

L’opera di RAVO si sviluppa in un punto di incontro tra l’Arte, quella più nobile, quella custodita nei musei appunto, e una tecnica espressiva giovane, contemporanea, popolare, che si chiama Street Art ma che nemmeno è ancora pienamente riconosciuta nella sua valenza artistica. RAVO stesso preferisce definirsi come ‘il pittore con la bomboletta’, una definizione che non è assolutamente un ossimoro, ma l’affermazione di un connubio ben riuscito, come dimostra l’apprezzamento riscontrato dalle opera di RAVO a livello internazionale, che riesce ad amplificare la risonanza della bellezza di un’opera, facendone la gigantografia, certo, ma soprattutto portandola là dove c’è l’uomo: dove vive, ancor più dove soffre, dove è fragile, ma anche dove dà il meglio di sé prendendosi cura di chi ne ha bisogno. Ed ecco che portare l’incanto dell’opera di De La Tour nella piazza antistante l’ingresso dell’Ospedale, avvolgendo con essa un manufatto tecnico privo di qualsiasi velleità estetica, è anche un modo per ricordare che, alla fine, come ha scritto Dostoevskij, “la bellezza salverà il mondo” e la cura del corpo non può prescindere da quella dello spirito.

 

 

Grazie alla scuola Settembrini di Velate

By admin
In Articoli Home
Feb 11th, 2021
0 Comments
708 Views

Questa mattina è stato emozionante essere accolti dagli alunni della scuola Settembrini di Velate che nel loro bel giardino assolato hanno consegnato nelle mani del nostro Presidente Gianni Spartà un assegno da 1.000 €  a sostegno degli Ospedali cittadini. Un grazie speciale va all’associazione Genitori Settembrini che ha promosso l’iniziativa e a tutte le famiglie che hanno così generosamente contribuito. La mattinata per bambini e ragazzi è poi proseguita in compagnia della dottoressa Tita Castiglioni – direttrice del Dipartimento Cardiovascolare di ASST Sette Laghi – che ha risposto alle loro tante curiosità sul Covid e non solo.

Grazie di cuore bambini! È stato meraviglioso rivedervi insieme, gioiosi e curiosi in questa scuola che per voi oggi è più preziosa che mai.